IL SISTEMA DELLE AREE PROTETTE DELLA FASCIA FLUVIALE DEL PO, L'AREA DEL BASSO SANGONE E LE PREVISIONI DEGLI STRUMENTI URBANISTICI. Con la legge 17 Aprile 1990 n'28 la Regione Piemonte ha istituito il sistema delle aree protette della fascia del Po, esteso ad interessare le aree di sponda dell'intero corso del Po. Con legge del 13 Aprile 1995 nº 65 il sistema delle aree protette venne esteso ad aree fluviali limitrofe ed al tratto terminale del Sangone, fino al territorio di Bruino. Pertanto, gran parte del territorio compreso nell'area F del P.R.G.C. di Beinasco è ricompreso all'interno del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po classificato come "Zona di salvaguardia" ai sensi dell'art. 3 della citata legge. Il tratto del fiume Sangone delimitato ai sensi della suddetta legge è compreso all'interno della tratta centrale Casalgrasso Crescentino ed è controllato dall'Ente di Gestione del Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po, tratto Torinese. La citata legge regionale 28/90, all'art.1 definisce la classificazione delle aree protette:
riserve naturali speciali
riserve naturali integrali aree attrezzate zone di salvaguardia.
Le prime tre classi sono relative ad aree oggetto di interventi diretti regionale attuati con enti specifici di gestione; le zone di salvaguardia sono "aree di raccordo fra Riserve naturali e Aree attrezzate". L'intero sistema delle aree protette è regolato dal "Piano d'area" approvato per tratti dai tre enti di gestione previsti per l'intero tratto del Po compreso all'interno del territorio della Regione Piemonte. Il Piano d'area del tratto Torinese è stato adottato dall'Ente di Gestione e approvato dalla Regione Piemonte con estensione limitata alle aree comprese nella prima delimitazione, risalente alla legge Regionale 28/90. Recentemente l'ente di gestione ha avviato le procedure per l'estensione del Piano d'area alle zone inserite con la legge regionale nº 65195 comprendendovi quindi il tratto del Sangone all'interno del Comune di Beinasco. Il Piano d'area costituisce Piano per il Parco ai sensi dell'art. 25 della legge 6 dicembre 1991 nº 394. La fascia fluviale del Sangone compresa all'interno del sistema delle aree protette comprende, oltre a gran parte dell'area F del P.R.G.C. di Beinasco, le fasce fluviali, in gran parte destinate a parco, dei Comuni di Moncalieri, Nichelino, Torino, Orbassano, Rivalta e Bruino. Risulta ben visibile la vasta estensione di territorio destinata a Parco Fluviale dagli strumenti Urbanistici comunali che assume un'importanza particolare per la funzione di cerniera fra i nuclei abitati, soprattutto nella fascia compresa fra Torino ed i Comuni di Beinasco, Nichelino e Moncalieri. Le fasce a Parco Fluviale previste dal P.R.G.C. di questi comuni comprendono l'intero territorio non ancora urbanizzato compreso fra i centri abitati dei tre comuni per cui la sistemazione della fascia fluviale del Sangone creerebbe un Parco fluviale urbano con un'estensione di circa 200 Ha nei soli territori di Beinasco, Torino e Nichelino (comprendendovi il Parco Colonnetti, già strutturato), separato dal Parco Regionale di Stupinigi solo dallo svincolo della Tangenziale. La fascia compresa fra i territori di Nichelino e Torino è già oggetto di importanti interventi di riqualificazione ambientale e di infrastrutturazioni volte a riunire progressivamente i due centri abitati: · - sono in costruzione il nuovo ponte veicolare sul Sangone sul prolungamento di Via Artom e la passerella ciciopedonale sul Sangone in prossimità del Sepolcreto Mirafiori (Mausoleo della "Bela Rusin"); · - è stato programmato dalla città di Torino il trasferimento di "experimenta" nella zona contigua al mausoleo; · - è in fase di progettazione da parte dal Comune di Nichelino la riqualificazione del "Bosco dell'accampamento"; · - è stata realizzata la pista ciclabile "Vallere-Pinerolo", strutturata definitivamente nel tratto Po-Stupinigi. La continuità del parco fluviale subisce purtroppo una pesante interruzione nella zona compresa fra il Ponte di Corso Stupinigi ed il ponte della Tangenziale in territorio di Beinasco. In questo tratto il Sangone percorre un profondo canalone, per un lungo tratto parallelo alla tangenziale. Le due aste del Sangone e della tangenziale sono immediatamente confinanti con la zona industriale di Borgaretto, a Sud e con il complesso delle Officine Fiat del Sangone a Nord. Le fasce intercluse, a strapiombo sul Sangone, sono occupate da vaste estensioni di orti Urbani abusivi. Il territorio più a monte prospiciente i Comuni di Torino e Beinasco nella zona del Castello del Drosso non è ancora stato oggetto di progetti o programmi attivati sia per la posizione più "marginale" rispetto a Torino sia per la totale proprietà privata delle aree. In questo tratto la necessità di integrazione fra la progettualità dei due comuni è indispensabile, dato il reciproco scavalcamento di fasce marginali dei due comuni sui lati opposti del fiume. In prossimità dell'abitato di Beinasco la fascia fluviale si restringe di nuovo con una conformazione dell'alveo più incassata e si ritrova ad essere stretta fra le fasce urbanizzate del Centro Storico di Beinasco e la zona industriale di Borgo Melano; in questa zona la fascia fluviale assume connotazione urbana, con forte integrazione con il Centro di Beinasco. Nei territori di Orbassano e Rivalta il fiume è distaccato dai centri abitati; la fascia fluviale è comunque destinata a Parco, con la conseguente vocazione a parco fluviale naturalistico, con configurazione marcatamente estensiva ed extraurbana. Web Fisica
http://webfisica.altervista.org
|